
Oltre ad aver dovuto rinunciare a scegliere per chi votare
non abbiamo nemmeno il diritto di sapere chi realmente sono le persone che hanno in mano le nostre vite?
Se Schifani e chi come lui si sentono offesi dalle parole di Travaglio e dei pochi giornalisti che hanno il coraggio di parlare di fatti, hanno la legge italiana che giustamente offre loro come difendersi.
Ma chi difende noi cittadini da questo strano modo di fare politica e da un'informazione così carente e spesso manipolata?
Ha fatto gridare allo scandalo la definizione con cui Grillo ha definito Giorgio Napolitano, "Morfeo".
Una reazione altrettanto indignata mi aspettavo quando, negli ultimi anni fino all'ultima campagna elettorale, insulti ben peggiori ho sentito rivolgere allo stesso Presidente e ai suoi predecessori da esponenti dell'attuale governo.
Queste esternazioni sono molto più riprovevoli (al limite del penale) in quanto espresse da "Onorevoli" del parlamento che in una democrazia degna di questo nome hanno il dovere di rispettare le Istituzioni.
Altro che rispetto. Si è oltraggiato il tricolore, si sono minacciati scioperi fiscali e insurrezioni armate in caso di perdita di elezioni.
Abbiamo visto candidare ed eleggere in Parlamento personaggi dalla fedina penale che non si può certo dire immacolata, fino a sentir definire eroe un certo Mangano, condannato per collusione mafiosa ed omicidio.
Dovremmo mettere una pietra sopra agli altarini o è meglio pretendere la trasparenza?
Non ci deve interessare di sapere chi sono veramente i nostri politici!?
Per il quieto vivere dovremmo fingere di non vedere le stupidaggini che fanno e che dicono!?
Da buona donna di casa so che nascondere la spazzatura sotto il tappeto non equivale a rendere pulito l'ambiente.
Abbiamo un sacco di misteri irrisolti in Italia, misteri che riguardano vite e famiglie spezzate.
E proprio il metodo di non voler andare in fondo alle cose ci ha portato a quello che siamo oggi.
Credo che sia ora di rimetterlo in discussione.
