
Tra la California e il Nevada c’è un luogo unico al mondo: la Death Valley, la valle della morte, caratterizzata da immensi spazi aridi, di terra rossa secolare e antica. Teatro di numerosi film, questo luogo dell’impossibile è una miniera per geologi, paleontologi e anche per gli archeologi. Sembra infatti che in essa siano presenti le tracce di numerose e antiche culture per lo più sconosciute alla massa ma che vengono a costituire un patrimonio archeologico unico e decisamente enigmatico allo stesso tempo. Conosciute come Nevares Spring Culture, Mesquite flat Culture, Saratoga Springs Culture e Shoshonean Culture sono caratterizzate da specifiche fasi cronologiche: per la prima possiamo stabilire il 7000 A.C. come gruppo più arcaico della zona. Con un salto di quattromila anni la Mesquite culture, nel 3000 A.C. , fa la sua comparsa per dominare la scena fino al primo secolo dopo Cristo, caratterizzata da uno sviluppo della lavorazione della ceramica sconosciuta alla prima fase. Mentre in Europa dominava un feroce Medioevo e poco lontano gruppo quali Anasazi, Fremont e Hohokam dominavano la scena, dal 900 D.C. al 1100 D.C. fa la sua compara la Saratoga Spring Culture per cedere poi il passo subito dopo la sua fine alla Shoshonean Culture, i cui gruppi etnici sono ancora oggi visibili tra i Nativi. Queste culture hanno dato filo da torcere agli studiosi, per il loro sorgere dal nulla e vista la loro scarsa produzione materiale che avrebbe potuto fornirci informazioni d’oro al riguardo. Potremmo dire senza alcun problema che si tratta di uno dei tanti gruppi preistorici che si aggiravano ancora in Nord America anche se alcune di loro sorgono in fase troppo moderne per poter parlare ancora di Preistoria.Chi erano quindi questi antichi abitanti? Stando a ricerche archeologiche di una sessantina di anni fa si è ipotizzata la presenza di una antichissima civiltà in questa zona, collegabile anche alle più note culture del sud-ovest, visto la presenza di ruderi archeologici decisamente eccezionali e a volte di grandi proporzioni. Alcuni hanno parlato di vere e proprie città abbandonate, di fondamenta di antiche mura senza ricordo e memoria, di tempi o nicchie religiose incastonate tra le immense gole di queste zone. Sembra fantarcheologia però potremmo anche attribuire questi ruderi ai gruppi sopraccitati. Al di là di queste misteriose strutture non ci sono molte notizie riguardanti questi gruppi e sbrigativamente gli studiosi ce li classificano come gli ultimi superstiti di antiche orde preistoriche. La speranza è che essi, in futuro, possano fare un po’ di luce al riguardo e svelarci tutti i segreti e la bellezza di questi popoli persi nel tempo e nei ricordi. (Nella foto: veduta della Death Valley con petroglifico risalente alla Mesquite Flat Culture).



