venerdì 30 maggio 2008

selvaggi...chi?


Tra la California e il Nevada c’è un luogo unico al mondo: la Death Valley, la valle della morte, caratterizzata da immensi spazi aridi, di terra rossa secolare e antica. Teatro di numerosi film, questo luogo dell’impossibile è una miniera per geologi, paleontologi e anche per gli archeologi. Sembra infatti che in essa siano presenti le tracce di numerose e antiche culture per lo più sconosciute alla massa ma che vengono a costituire un patrimonio archeologico unico e decisamente enigmatico allo stesso tempo. Conosciute come Nevares Spring Culture, Mesquite flat Culture, Saratoga Springs Culture e Shoshonean Culture sono caratterizzate da specifiche fasi cronologiche: per la prima possiamo stabilire il 7000 A.C. come gruppo più arcaico della zona. Con un salto di quattromila anni la Mesquite culture, nel 3000 A.C. , fa la sua comparsa per dominare la scena fino al primo secolo dopo Cristo, caratterizzata da uno sviluppo della lavorazione della ceramica sconosciuta alla prima fase. Mentre in Europa dominava un feroce Medioevo e poco lontano gruppo quali Anasazi, Fremont e Hohokam dominavano la scena, dal 900 D.C. al 1100 D.C. fa la sua compara la Saratoga Spring Culture per cedere poi il passo subito dopo la sua fine alla Shoshonean Culture, i cui gruppi etnici sono ancora oggi visibili tra i Nativi. Queste culture hanno dato filo da torcere agli studiosi, per il loro sorgere dal nulla e vista la loro scarsa produzione materiale che avrebbe potuto fornirci informazioni d’oro al riguardo. Potremmo dire senza alcun problema che si tratta di uno dei tanti gruppi preistorici che si aggiravano ancora in Nord America anche se alcune di loro sorgono in fase troppo moderne per poter parlare ancora di Preistoria.Chi erano quindi questi antichi abitanti? Stando a ricerche archeologiche di una sessantina di anni fa si è ipotizzata la presenza di una antichissima civiltà in questa zona, collegabile anche alle più note culture del sud-ovest, visto la presenza di ruderi archeologici decisamente eccezionali e a volte di grandi proporzioni. Alcuni hanno parlato di vere e proprie città abbandonate, di fondamenta di antiche mura senza ricordo e memoria, di tempi o nicchie religiose incastonate tra le immense gole di queste zone. Sembra fantarcheologia però potremmo anche attribuire questi ruderi ai gruppi sopraccitati. Al di là di queste misteriose strutture non ci sono molte notizie riguardanti questi gruppi e sbrigativamente gli studiosi ce li classificano come gli ultimi superstiti di antiche orde preistoriche. La speranza è che essi, in futuro, possano fare un po’ di luce al riguardo e svelarci tutti i segreti e la bellezza di questi popoli persi nel tempo e nei ricordi. (Nella foto: veduta della Death Valley con petroglifico risalente alla Mesquite Flat Culture).

voglia di scarpinare (solo sogni...)

Il sogno comincia così: con A. facevo parte di un gruppo che si apprestava con un aire molto gioioso a fare una scarpinata su per i monti. La cosa ci è stata impedita dal gruppo che ci precedeva che doveva partire prima di noi e stranamente al momento dell’avvio voleva farlo alla maniera dei corridori olimpionici, in più con un retrocedere a mo’ di molla. In questa maniera veniva addosso a noi spingendoci quasi sgarbatamente nella cunetta vicino alla quale noi ci trovavamo.

Forse a causa di questa difficoltà il sogno cambia ambientazione e mi trovo in una casa grande, con un grande giardino, non sono sicura che fosse la mia, ma probabilmente sì.
C’era tanta gente, molte persone sconosciute e altre no, fra le quali parenti e amici.
Era un ambiente ad alto livello di socialità, si usava Internet e a momenti capitava che arrivasse gente direttamente dall’etere.
Nel giardino ho trovato una tartaruga e la gioia era grande nonostante non sembrasse in piena salute: aveva il guscio rovinato, rotto in più di un punto e per questo spesso lo perdeva e rimaneva “nuda”. Uno dei ragazzi che erano lì si è offerto di fare qualcosa per ripararlo in modo che non lo perdesse più e io gli proposi l’idea, che apparve a tutti geniale, di usare una pinzatrice. Presto fatto, la tartaruga venne messa a scorrazzare in giardino.

Un altro dilemma si è presentato alle persone presenti e anche a quelle nell’etere, a mo’ di sondaggio ci si chiedeva: “ E’ sensato che A. e M. ritornino a fare coppia?”
Loro erano presenti in carne ed ossa e apparivano molto innamorati. Tutti cominciano a dire la propria ed è un unanime sì , solo una figura femminile comunicava con una mail il suo deciso dissenso. Questa persona si materializza e A. si distacca a malincuore da M. sentendo il bisogno di andare ad accoglierla alla porta per annunciarle che la decisione era stata presa comunque.

A questo punto mi distraggo da loro e mi avvicino ad un tavolo al quale siedono G., S., V. e altri. Mi interessava di conoscere il loro nuovo indirizzo email e soprattutto consigliare loro, se già non l’avessero fatto, di andare a visitare il sito di Jacopo Fo.
Mentre mi rivolgevo loro sentivo che qualcuno da dietro mi baciava ripetutamente sulla guancia, ma ci facevo caso distrattamente, tanto ero impegnata a parlare, un po’come farebbe una mamma assalita dalle coccole di un figlio in un momento poco opportuno o una fidanzata poco disposta alle effusioni del fidanzato. Solo dopo un bel po’ mi rendo conto che era M., arrivato all’improvviso dopo tempo che non ci si incontrava. “Finalmente ti accorgi di me..” Allora l’ho salutato molto affettuosamente.

Nella scena seguente mi ritorna in mente la tartaruga e il desiderio di vedere se il rattoppo ha funzionato. Mi avvicino ad una finestra situata al pianterreno per guardare fuori e salgo sul davanzale per avere una più ampia visuale, allungo lo sguardo verso il giardino e a quel punto mi ritrovo a salire sempre più in alto, all’improvviso sono ancora sul davanzale ma ad un’altezza tipo al secondo piano, con una sensazione di vertigine sempre più attanagliante. Mentre mi sento sempre più prossima a cadere, sento S. che dall’ interno con calma attira la mia attenzione cercando di tranquillizzarmi e guidandomi a farei movimenti giusti. “Tranquilla… tieniti al muro e girati piano… non guardare di sotto, ora siediti…” ho sentito il panico scemare e con un salto sono tornata giù.

viaggi (solo sogni...)

Mi trovavo seduta fuori al tavolino di un bar con Sacha. Jacopo non c’era ma era come se lo stessimo attendendo da un momento all’altro.
Sentivo una sensazione indistinta come se fossimo in procinto di partire per qualche luogo imprecisato.
Su uno schermo davanti a noi sfilavano delle scene di un film in lingua spagnola e Sacha dice di aver già visto quel film con suo fratello in lingua tedesca.
Allora io ho pensato :“Bene, potrebbero rivederlo così non si annoieranno mentre io vado a recuperare l’altra borsa..”
Ero molto preoccupata perché all’improvviso mi ero resa conto di portare a tracolla una borsa che non era quella con i miei soldi ma anzi era una borsa di poco valore, anche nel contenuto.
Mano a mano ricordavo di aver dimenticato la borsa in un posto dove eravamo stati poco prima.
A tutti i costi volevo evitare che loro venissero a conoscenza del guaio, mi avrebbero presa sicuramente per una sciocca, pensavo di tornare là sperando di ritrovarla ma la sensazione di panico cresceva perché non sapevo con che mezzo andarci ed ero quasi sicura che anche arrivandoci non avrei ritrovato la borsa con i miei averi.

Cambio di scena, anche se c’è ancora aria di viaggi, sto andando in un albergo dove so esserci mamma, Jacopo, Sacha, Gotham. Prima ero là con loro e parlavamo della scuola dei ragazzi e degli esami.
Non so perché fossi andata via ma ci stavo tornando non senza difficoltà, prima nel ritrovare la stanza, poi quando finalmente riesco ad orizzontarmi mi ritrovo a salire una scala molto affollata, imbottigliata da una moltitudine di persone, soprattutto donne.
Una in particolare si trova dietro di me, dopo aver attaccato bottone gentile e complimentosa, mi acchiappa una chiappa e molto sfrontatamente me l’accarezza a lungo parlando libidinosamente di cosa mi avrebbe fatto di lì a poco…
Stavo malissimo, accorgendomi che le altre persone erano dalla sua parte e liberarmi non sarebbe stato facile…

mercoledì 28 maggio 2008

2° Repubblica (!?)


Oltre ad aver dovuto rinunciare a scegliere per chi votare
non abbiamo nemmeno il diritto di sapere chi realmente sono le persone che hanno in mano le nostre vite?
Se Schifani e chi come lui si sentono offesi dalle parole di Travaglio e dei pochi giornalisti che hanno il coraggio di parlare di fatti, hanno la legge italiana che giustamente offre loro come difendersi.
Ma chi difende noi cittadini da questo strano modo di fare politica e da un'informazione così carente e spesso manipolata?

Ha fatto gridare allo scandalo la definizione con cui Grillo ha definito Giorgio Napolitano, "Morfeo".
Una reazione altrettanto indignata mi aspettavo quando, negli ultimi anni fino all'ultima campagna elettorale, insulti ben peggiori ho sentito rivolgere allo stesso Presidente e ai suoi predecessori da esponenti dell'attuale governo.

Queste esternazioni sono molto più riprovevoli (al limite del penale) in quanto espresse da "Onorevoli" del parlamento che in una democrazia degna di questo nome hanno il dovere di rispettare le Istituzioni.

Altro che rispetto. Si è oltraggiato il tricolore, si sono minacciati scioperi fiscali e insurrezioni armate in caso di perdita di elezioni.
Abbiamo visto candidare ed eleggere in Parlamento personaggi dalla fedina penale che non si può certo dire immacolata, fino a sentir definire eroe un certo Mangano, condannato per collusione mafiosa ed omicidio.

Dovremmo mettere una pietra sopra agli altarini o è meglio pretendere la trasparenza?
Non ci deve interessare di sapere chi sono veramente i nostri politici!?
Per il quieto vivere dovremmo fingere di non vedere le stupidaggini che fanno e che dicono!?
Da buona donna di casa so che nascondere la spazzatura sotto il tappeto non equivale a rendere pulito l'ambiente.

Abbiamo un sacco di misteri irrisolti in Italia, misteri che riguardano vite e famiglie spezzate.
E proprio il metodo di non voler andare in fondo alle cose ci ha portato a quello che siamo oggi.
Credo che sia ora di rimetterlo in discussione.

Solitudine



La solitudine è necessaria per nutrirsi, ricaricarsi. La solitudine è il luogo essenziale in cui posso essere me stessa, essere con me stessa, dove la realtà prende la forma del desiderio; solo quel che si desidera tra sé e sé tende a essere reale". La solitudine non è ciò che ci separa dagli altri, ma quello che ci lega a loro, in profondità. Siamo tutti soli. Esserne consapevoli porta a creare dei legami di compassione con chi ci è vicino.

giovedì 22 maggio 2008

Scorie nucleari nel parco della Maddalena




Con la consueta arroganza e il solito cinismo espressi nel raggiungimento dei loro scopi, ecco i gravissimi danni ambientali arrecati ad uno dei più bei posti del mondo. Agevolati in questo dal servilismo dei governi italiani che si sono succeduti dal 1954 ad oggi e dalla totale mancanza di informazione dovuta alla solita e più che mai attuale negligenza, incapacità e tacita complicità dei media.

venerdì 16 maggio 2008

musicisti del futuro

Dove si erano nascosti 'sti qua! Sono fortissimi e l'idea che hanno avuto è geniale. Sembra di vedere i primi individui dell'Umanità al momento in cui hanno cominciato a capire che si può fare musica. Perfezionando il metodo e adattandolo a scuole materne e asili nido produrrebbe risultati incredibili nell'avvicinamento dei bimbetti alla Musica. Introducendo poi nelle stesse scuole più Sport e l' insegnamento dello Yoga, aiuterebbe di sicuro nella formazione della personalità dei nostri giovani e di conseguenza degli adulti che nel futuro prenderanno le redini della Società. Avete l'impressione che sia andata fuori tema...? Non credo proprio. io ci vedo la relazione ;-)