venerdì 26 settembre 2008
domenica 6 luglio 2008
Duemilacinquecento anni fa in oriente veniva redatto l'Editto di Erragudi.
"La crescita degli elementi essenziali del Dharma [il comportamento corretto] è possibile in molti modi. Ma la sua radice sta nel misurato controllo delle parole, in modo che non ci sia l'esaltazione della propria setta o la denigrazione di altre sette in occasioni inappropriate, e si deve mantenere un atteggiamento moderato anche nelle occasioni appropriate. Al contrario, le altre sette dovrebbero essere debitamente onorate in ogni modo in tutte le occasioni... Se una persona agisce altrimenti, non soltanto insulta la propria setta, ma danneggia anche le altre. In verità, se una persona loda la propria setta e disprezza le altre allo scopo di glorificarla solo per il suo attaccamento ad essa, agendo in quel modo insulta profondamente la propria setta."
Sii cittadino, lasciati processare!
Lasciati processare, come perfino G. Andreotti ha fatto (pure con qualche aggiustamento). Oppure imita il tuo "compagno di merende" B. Craxi e vattene ad Hammamet... Se dimostrerai coraggio e qualcosa che somigli allo spirito civico (dote dei maggiori statisti) e ti farai giudicare -come qualsiasi uomo deve fare, come Costituzione comanda-, avrai il permesso di abitare nella bella Sardegna gli anni della vecchiaia che già vedo incombere su di te... A patto però che non ti senta più parlare di tunnel sottomare e boiate del genere e soprattutto giù le mani dal Quirinale, non sei abbastanza onorato per ambire a cariche così... onorevoli. Sì, sei stato eletto, lo sappiamo, ma CHI ti ha votato, questo si sa? Abbiamo sentito tutti quando hai beatificato mezza MAFIA: Dell'Utri, Ciarrapico e pure Mangano, e vai..! Jack lo Squartatore... no? Li definisci "lapsus" o "battute" e tutto finisce lì. Ma dove credi di essere, forse dall'onorevolissimo, comunque giudice da salotto, Sante Licheri? Sappiamo tutti che da circa 50 anni la mafia porta un bel numero di voti a questo e a quel partito e tu con queste battute e finti lapsus mi hai dato chiaramente l'impressione di parlare in codice, una specie di "pizzinno", invece che di carta in video-comunicazione. Per chi ci hai preso, per "teste di terza elementare"? Sarà presto chiaro che il tuo obbiettivo non è mai stato coincidente a quello delle persone, soprattutto quelle "comuni". Ci riusciremo a rendere consapevoli di questo anche qualcuno dei tuoi elettori, scegliendo tra quelli un po' meno imbambolati, quelli che hanno un minimo di coscienza civica e un po' più di sale in zucca. E questa non solo sembra, è una minaccia. Ecco, per chi ancora non lo sapesse, qual'è l'opinione che matricola 1816 della loggia P2 ha del suo pubblico, che sono anche i suoi elettori: "Il pubblico italiano non è fatto solo di intellettuali, la media è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco... E' a loro che devo parlare" (Silvio Berlusconi, Corriere della Sera, 10 dicembre 2004). Altro che voto, uno sputo in un occhio si meriterebbe. Chi non si offende è assopito oppure non vede l'ora di abusare pure lui di chi dorme... Ah, dimenticavo... coglione ci sarai tu. BLAH..!
venerdì 20 giugno 2008
Forme di schiavitù del nostro tempo
"Qui ad Atene noi facciamo così: qui il nostro governo favorisce i molti, invece dei pochi, e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così: le leggi, qui, assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza, quando un cittadino si distingue, allora esso sarà a preferenza di altri chiamato a servire lo stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa, al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene noi facciamo così: la libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana, noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro, e non infastidiamo mai il nostro prossimo, se al nostro prossimo piace vivere a modo suo, noi siamo liberi, liberi di vivere, proprio come ci piace, e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari, quando attende alle proprie faccende private. Qui ad Atene noi facciamo così: ci é stato insegnato di rispettare i magistrati e ci é stato insegnato anche di rispettare le leggi, e di non dimenticare mai coloro che ricevono offesa, e ci e’ stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte, che risiedono nell’universale sentimento di ciò che é giusto, e di ciò che é buonsenso Qui ad Atene noi facciamo così: un uomo che non si interessa allo stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile, e benché in pochi siano in grado di dar vita a una politica, beh, tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicita sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma io proclamo Atene scuola dell’Ellade, e che ogni ateniese cresce prostrando in se una felice versatilità la fiducia in se stesso e la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione. Ed é per questo che la nostra città é aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così!" 400 a.C. Questo è un monologo recitato da Pericle che, prima di diventare un grande statista, si era cimentato nell'arte del teatrante con gli amici Pindaro ed Eschilo. Fu trascritto e fatto giungere fino a noi da un tale Tucidide, insigne scrittore nonchè frequentatore di teatri e locali notturni (non pensate a tipi come Corona, tutta un'altra storia...) Sembra impossibile che argomentazioni così all'avanguardia già albergassero nella mente degli uomini fin da tanti anni fa. Ritengo altrettanto incredibile che dopo 2500 anni l'uomo non sia ancora riuscito ad applicare nella realtà regole di civiltà così importanti e semplici allo stesso tempo. L'uomo antico, che noi dall'alto della nostre conquiste tecnologiche guardiamo con sufficienza, era già così consapevole del valore della convivenza umana e dell'importanza dei diritti fondamentali di ogni singolo individuo. In Italia testi come questo sono letti solo in qualche liceo, mentre sarebbero istruttivi fin dalle medie, affiancando lo studio della nostra Costituzione, trascuratissima pure lei. E i risultati si vedono, purtroppo. Provo invidia per gli umani di quel tempo in cui, non solo dalle teste di filosofi e politici, ma anche da quelle di buffoni e saltinbanchi scaturivano idee così avanzate. Oggi sì, abbiamo ancora alcuni saltinbanchi che continuano a fare una satira molto spassosa e spesso intelligente; dobbiamo sopportare però troppi politici che appaiono sempre più come buffoni..!
La vera alternativa alle religioni
Forse varrebbe la pena di dare la vita perché i miei simili potessero davvero smettere di credere e adorare entità remote, divinità irraggiungibili e invece potesse ognuno credere e adorare chi ha di fronte a se, chiunque egli sia. Pensare come questa massa immane di energia potrebbe ridare tensione vitale agli esseri umani, immaginare una umanità intenta a scoprire la propria preziosità. Scrivo queste cose mentre dalle finestre entrano le urla di gioia e di partecipazione dei tifosi per la vittoria dell’Italia sulla Francia. Sembrano per poche ore tornare tutti italiani e tutti amici e tutti pazienti di fronte a qualsiasi affronto. In questo gaudio comune per una partita di calcio si esprime la speranza che gli esseri umani possano riconoscersi, un ad uno, come il progetto più perfetto e sofisticato cui sia giunta la natura in migliaia di anni. Non ci sono più, per alcune ore tifosi di questa o quella squadra, pronti a divorarsi in altre circostanze, sono invece tutti uniti nel vivere in profondità la vittoria dell’Italia. Dunque esiste la possibilità di ritrovarsi, insieme, a festeggiare la gioia comune di essere vivi, di sentirsi finalmente rispettati dalla socità e dal destino. Questa sera nelle vie di Roma non c’è più dissidio o sospetto nei confronti degli extra comunitari che, nell’ebrezza di una partita vinta, divengono anch’essi esseri umani, degni di essere abbracciati e accomunati nella passione per il calcio. Domani torneranno le divisioni, gli insulti, le bravate in automobile per suscitare sdegno tra i buoni borghesi, tornerà a vagare negli sguardi di ognuno il sospetto di essere solo sfruttati, qualsiasi sia il lavoro, la certezza furiosa di essere martoriati qualsiasi sia la tassa imposta dallo Stato. Ma intanto fino a tarda notte, la festa della vittoria rende possibile e reale la fratellanza tra avversari, tra le varie etnie, tra tifoserie altrimenti spietate e senza alcun freno. Intanto, fino a tarda notte sarà un piacere per me immaginare che un simile tripudio possa un giorno celebrare la fine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, l’inizio di un tempo di libertà, capace di consentire a tutti, ma proprio a tutti di beneficiare dei prodotti della terra, del tempo per vivere, e soprattutto della possibilità di scoprire la propria e l’altrui preziosità. Ingenui e illusi i tifosi, ingenuo e illuso io, ma ambedue godendo il fluire della notte nel turbinio dei clacson che per loro significa la vittoria di una partita di calcio e per me la vittoria della vita sull’esistenza. Dal "Diario Azzurro" di Silvano Agosti
mercoledì 18 giugno 2008
Nando dalla Chiesa: pensieri costruttivi
Da subito ho cominciato a prestare orecchio e interesse alla politica, ma dopo anni di entusiasmo sono gradualmente ma inesorabilmente sprofondata nello sconforto più totale, fino a scoprirmi tentata da qualcosa che avevo sempre ripudiato come una sconfitta a priori: il non voto. Da quando ho incontrato il pensiero di Nando dalla Chiesa nei suoi scritti sparsi qua e là e poi sul suo sito, ho capito che sono le cose di cui è utile parlare, questa è la politica che costruisce la civiltà. Hanno capito nel PD l'errore di aver messo nelle liste candidature dubbie, per motivi noti solo a loro, lasciando fuori personalità come questa? Per sostenere le sue idee, per mezzo di internet si è messo insieme un gruppo di persone dal nome che promette davvero bene Società civile a Responsabilità Illimitata, reperibile a Google Gruppi. Io mi ci sono iscritta ma per ora li ho osservati dall'esterno, non partecipando al loro primo incontro avvenuto poche settimane fa. Ora sono sempre più tentata di entrare a far parte attiva del progetto, l'idea che è uscita dal loro trovarsi mi piace non poco: una scuola di formazione politica intitolata ad Antonino Caponnetto. La nascita di questa scuola è prevista per il 12 luglio alla Sala Farnese di Bologna. Chiunque di voi senta la necessità di veder rivalutati valori che ultimamente sempre più spesso sono stati non solo ignorati ma addirittura calpestati, visitate il sito di Nando per saperne di più. www.nandodallachiesa.it Io ho deciso che ci andrò e spero che saremo in tanti. Non si può più lasciare la delega ad altri, abbiamo visto o no che non si arriva da nessuna parte, così? Libertà è partecipazione come diceva il grande Giorgio Gaber.
Parola d'ordine: sicurezza (ma per chi..!?)
Dai provvedimenti che si stanno adottando sembra di andare verso una dittatura. Subdola e difficile da contrastare in quanto mascherata da democrazia. Purtroppo tanta gente non riesce a vedere aldilà della facciata. Soprattutto chi non ha nessuna voglia di interessarsi di politica; considerandolo un argomento noioso preferiscono occupare la loro mente con cose più frivole e divertenti, e quasi sempre troppo vuote di sostanza. Non mi fraintendete, non ho nulla contro la leggerezza anzi, piace pure a me ridere e svagarmi, ma credo che sia giusto anche tenersi informati, è essenziale per non permettere all'opportunista di turno (non mancano mai, purtroppo!) di farsi i suoi affari a nostra insaputa. Per quanto riguarda colui che per la terza volta ci sta provando a ritagliarsi la giustizia su misura per salvarsi dai carichi penali che gli penzolano sulla testa, sta veramente rasentando l'assurdo. Non è possibile che gli riesca di far passare questa! Una legge che permetta ad un imputato di qualsiasi reato ( lui la fa per sè ma non dimentichiamo che poi ne potranno usufruire tutti) di ricusare senza un valido motivo il giudice che sta indagando su di lui. Questo no...quell'altro nemmeno... Fino a che non trova quello accomodante che gliela fa passare liscia! Mi ricorda tanto quella storia di Giulio Cesare Croce "Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno" (Monicelli ne ha fatto un film esilarante) Il Più scaltro dei tre, Bertoldo, ad un certo punto viene condannato a morte dal re e ottenendo di vedere esaudito il suo ultimo desiderio trova la maniera di salvarsi la pelle: chiede di poter scegliere l'albero al quale essere impiccato. Naturalmente porta il re e le sue guardie a lungo in giro per il bosco, fino poi a trovare finalmente quello adatto a lui. Un alberello appena nato, piccolo come un bonsai, del quale occorreva aspettare la crescita. Fece ridere talmente il suo re che gli diede volentieri la grazia. Berlusconi si sta comportando come un moderno Bertoldo (Berlustoldo, direi). Noi, popolo italiano, ritenuto sovrano dalla nostra Costituzione, facciamo la parte del re magnanimo. Temo però che ci attendano poche risate e tante... bastonate!
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