mercoledì 18 giugno 2008

Parola d'ordine: sicurezza (ma per chi..!?)

Dai provvedimenti che si stanno adottando sembra di andare verso una dittatura. Subdola e difficile da contrastare in quanto mascherata da democrazia. Purtroppo tanta gente non riesce a vedere aldilà della facciata. Soprattutto chi non ha nessuna voglia di interessarsi di politica; considerandolo un argomento noioso preferiscono occupare la loro mente con cose più frivole e divertenti, e quasi sempre troppo vuote di sostanza. Non mi fraintendete, non ho nulla contro la leggerezza anzi, piace pure a me ridere e svagarmi, ma credo che sia giusto anche tenersi informati, è essenziale per non permettere all'opportunista di turno (non mancano mai, purtroppo!) di farsi i suoi affari a nostra insaputa. Per quanto riguarda colui che per la terza volta ci sta provando a ritagliarsi la giustizia su misura per salvarsi dai carichi penali che gli penzolano sulla testa, sta veramente rasentando l'assurdo. Non è possibile che gli riesca di far passare questa! Una legge che permetta ad un imputato di qualsiasi reato ( lui la fa per sè ma non dimentichiamo che poi ne potranno usufruire tutti) di ricusare senza un valido motivo il giudice che sta indagando su di lui. Questo no...quell'altro nemmeno... Fino a che non trova quello accomodante che gliela fa passare liscia! Mi ricorda tanto quella storia di Giulio Cesare Croce "Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno" (Monicelli ne ha fatto un film esilarante) Il Più scaltro dei tre, Bertoldo, ad un certo punto viene condannato a morte dal re e ottenendo di vedere esaudito il suo ultimo desiderio trova la maniera di salvarsi la pelle: chiede di poter scegliere l'albero al quale essere impiccato. Naturalmente porta il re e le sue guardie a lungo in giro per il bosco, fino poi a trovare finalmente quello adatto a lui. Un alberello appena nato, piccolo come un bonsai, del quale occorreva aspettare la crescita. Fece ridere talmente il suo re che gli diede volentieri la grazia. Berlusconi si sta comportando come un moderno Bertoldo (Berlustoldo, direi). Noi, popolo italiano, ritenuto sovrano dalla nostra Costituzione, facciamo la parte del re magnanimo. Temo però che ci attendano poche risate e tante... bastonate!

venerdì 13 giugno 2008

La lunga mano che governa il mondo


Spesso noi occidentali osserviamo le dittature ancora presenti nel mondo e le loro efferatezze con compassione e malcelata aria di superiorità, sentendoci ormai al sicuro da simili forme di oppressione. Ma lo siamo davvero?

Dall'articolo di cui sopra si deduce che i centri di potere che fino al secolo scorso hanno esercitato, sotto l'ombrello di leggi repressive, la loro autorità in maniera palese e brutale sulle masse, vedendo l'evoluzione culturale dei popoli che iniziavano a mal sopportare i loro sistemi, hanno deciso di cambiare metodo.

Hanno intuito in maniera diabolicamente geniale che per controllare le genti era necessario dar loro una forma di democrazia apparente e un'illusione di libertà.
In realtà effettuando quasi un plagio di massa attraverso una costante e capillare disinformazione basata su false paure e false certezze.

Tutto ciò riuscendo ad occupare con uomini fidati o appartenenti alle varie lobbie i più importanti centri di potere, informativi,economici, politici, sociali, educativi, religiosi ecc. perseguendo il loro secolare scopo: il mantenimento del potere.

Sembra un soggetto da un libro di Ken Follet, vero?
Può anche essere che sia solo fantasia e a dirla tutta io sarei la prima ad esserne felice, perchè se così non fosse saremmo in una situazione davvero difficile...sogni d'oro!


Api in via di estinzione


A proposito di informazione libera ed efficiente.
Vorrei capire perchè ci hanno fatto una capa tanta per mesi con le notizie sulla "mucca pazza"e sull' "aviaria", seminando il panico in maniera spropositata rischiando di creare danni all'economia, mentre non veniamo aggiornati (se non sporadicamente) su cose così importanti quanto quella di un'imminente estinzione delle api a causa di un uso scriteriato di pesticidi in agricoltura.
(vedi il link sopra)

Non credo proprio sia casuale. Probabilmente preme ai produttori di insetticidi non divulgare troppo la cosa, se si diffondesse sarebbero costretti a prendere dei provvedimenti che vanno contro ai loro schifosi interessi.

Spero che la grande comunicazione che internet ha messo in moto, permetta una più grande consapevolezza nella gente e di conseguenza un intervento e una forza decisionale maggiore nella società.

martedì 10 giugno 2008

Se conosco l'invidia?...un po' sì, è naturale...


A proposito di invidia la mia più grande è quella verso il mio amato fratello per l’enorme fortuna che ha avuto di essere il primogenito!
Grazie a questo quando ci siamo trasferiti nell’appartamento al terzo piano di fronte all’Italsider di Cornigliano aveva potuto gattonare e correre con altri bambini in piena libertà, sui prati e sulle strade polverose di un paesino della Sardegna tra pecore e galline, inseguendosi e inseguendo nuvole dalle mille forme in quegli spazi infiniti.
Io invece al momento della traversata avevo solo 3 mesi e ho trascorso la prima infanzia praticamente da sola, con mia madre che, dovendo accudire marito e fratello operai e due bambini, aveva il suo bel da fare senza l’aiuto degli elettrodomestici che in seguito hanno notevolmente alleggerito il mestiere della donna di casa.
Pur essendo amorosa e dolce con me, era ben felice del mio buon carattere. Mi racconta spesso che mi piazzava con due sedie capovolte a mo’ di seggiolone davanti alla finestra e ci restavo ore senza lamentarmi. Che ci vedevo tra gli sbuffi del fumo grigio di quelle ciminiere, proprio non lo so.
Abituata a non vedere nessuno, se non le persone di casa, mi è venuta una paura degli altri, ma una paura vera, che quando andavamo al paese fuggivo da quella marea di parenti vocianti e complimentosi, rifugiandomi fra le gonne dell’unica zietta di cui avevo deciso di potermi fidare. “Poara stedda, cant’è ciusa”. Fin da subito mi son sentita dire che ero timida, dando per certo che questa cosa fosse oltre che vera molto negativa.
Al momento dell’asilo naturalmente non ne ho voluto sapere e dopo un paio di tentativi mia madre ha rinunciato, consigliata dalla suora assai poco motivata che si occupava di noi :”Signora, sua figlia è davvero troppo timida, meglio che se la tenga a casa…”
Che sollievo ritornare al silenzio protettivo di casa, me ne stavo sotto un tavolo di legno con una enorme tovaglia decorativa e rassicurante che scendeva quasi fino a terra. E’ l’unico ricordo che ho di quel periodo, vivido al punto che vedo ancora le scanalature nelle quali mettevo i miei oggetti preferiti e inventavo di intrattenere un sacco di amici.
Il sollievo è stato solo temporaneo però, fino al momento di frequentare la scuola elementare, credo sia stata dura per me rendermi conto che quella non l’avrei potuta evitare.
Sotto quel tavolo ho comunque guadagnato qualcosa di fondamentale, la capacità di comunicare con il mio io, che mi è stata poi molto utile , magari non sempre ho capito i messaggi che mi mandava però non ho mai smesso di ascoltarne la voce.
Per questo non invidio per nulla i ragazzini di oggi che in presenza dello stesso problema di solitudine e timidezza si buttano a capofitto in uno schermo televisivo o in una consolle, certo queste cose aiutano a combattere la noia ma non a trovare un dialogo con se stessi.

Grossa invidia anche verso la mia compagna di scuola che si prese i complimenti della maestra per la sua chioma bionda e morbida. Li avrei voluti sentire rivolti a me, che invece ricevevo commenti del tipo :”Ammetti che non sono veri, hai una parrucca…”, e i conseguenti tentativi di tirarmela via. Odiavo quei capelli così strani, tanti e crespi… quanto ora invece ne vado fiera …”Quanti capelli che hai, non si riesce a contarli….di tanti capelli ci si può fidare…” Grande Lucio ;-)

lunedì 9 giugno 2008

Vivere per amare (Patty Smith)

“Prendimi adesso baby qui come sono / stringimi forte, prova a capire / il desiderio è forte è il fuoco che respiro / l’amore è il banchetto sul quale ci sfamiamo”. Inizia così Because the Night, la sua bandiera, scritta nel 1978 insieme a Bruce Springsteen. “Perché la notte appartiene agli amanti”: è il testo simbolo di un’epoca, forgiato sullo stile di vita bohémien. Allo stesso tempo però i versi della canzone esprimono pienamente la passionalità dell’artista e, soprattutto, il suo credo nell’amore. Ricordiamo infatti che per quasi 15 anni, dall’inizio degli anni 80 a metà degli anni 90, Patti Smith ha scelto di stare lontano dai riflettori, per dedicarsi quasi totalmente alla famiglia. Solo su consiglio degli amici, il poeta Allen Ginsberg e Michael Stipe, cantante dei Rem, è tornata sulle scene, riuscendo così a superare il dolore per la morte del marito Fred, scomparso nel 1994

Arricchirsi con la diversità e fermare i bio-pirati (Doris Lessing)


La varietà di specie animali e vegetali di un ambiente ne determina l'efficienza e la ricchezza. E come la natura ha differenziato le specie per tutelarle dalle malattie, così i contadini, con le loro culture tradizionali distillate in migliaia di anni, hanno da sempre differenziato le colture per evitare le carestie. Oggi, invece, le multinazionali tentano di imporre al mondo le varietà di riso o di mais di cui detengono brevetto e proprietà per trarre un immenso profitto a discapito della tutela della biodiversità. Questo trend agricolo riflette un atteggiamento culturale: la monocultura della mente. Eliminare la ricchezza morale e materiale data dalla diversità etnica e culturale permette di ridurre la circolazione delle idee, di contenere il dissenso e di governare meglio le società.
Fermare i bio-pirati
Le industrie fartimaceutiche e agroalimentari si stanno appropriando delle varietà locali di piante officinali, frutti ed erbe custoditi da milioni di anni nel seno delle foreste vergini del mondo e grazie ai quali gli indigeni di ogni luogo si sono curati e nutriti. L'appropriazione indebita dei codici genetici tramite brevetti e diritti di sfruttamento esclusivi è biopirateria.

mercoledì 4 giugno 2008

I cento passi verso la libertà



Indimenticabile questo film di Marco Tullio Giordana.
Mi ha permesso di conoscere meglio una persona di quelle che ti fanno dire "E'un peccato non averla conosciuta", con un coraggio e uno spessore interiore fuori dal comune che gli hanno permesso di vivere i propri ideali in modo più concreto di come normalmente la maggior parte della gente li vive.
Non dev'essere per nulla facile nascere e crescere in Sicilia (e quanti sono purtroppo i posti così belli e così tremendi in Italia e non solo!)
Questo ragazzo ha preferito morire piuttosto che chinare la testa davanti a chi con l'arroganza vuole trasformare i cittadini, che dovrebbero essere legittimi padroni nel luogo in cui vivono, in esseri impauriti e striscianti.
Da brivido anche la canzone dei Modena City Ramblers...